Produzione

  • produzione Teatro Cargo
  • Conservatorio di Musica "Niccolò Paganini"
  • Accademia Ligustica di Belle Arti

    in collaborazione con

  • Teatro Stabile di Genova
  • Centro Culturale Primo Levi
  • Comunità Ebraica di Genova
  • Goethe-Institut Genua
  • Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
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  • Tra i vivi non posso più stare

    Un evento in cui si fondono musica, teatro e arti visive: lo spettatore è completamente immerso in un ambiente dove rischia di farsi sopraffare dalle emozioni. Fuori da ogni retorica, questo evento affronta l'Olocausto con occhi contemporanei: inevitabile poiché lo spettacolo è stato il crogiuolo delle sensibilità di un ampio gruppo di giovani artisti provenienti da Conservatorio e Accademia, a confronto con professionisti più maturi, me e gli attori, tutti di quasi ventennale esperienza di palcoscenico. Sarà uno spettacolo vivo, anche perché mette a confronto diverse generazioni. Un esempio che in un'Italia gerontocratica e, nel teatro più che mai, non è comune. Come trattare oggi dell'Olocausto? Noi, l'ultima generazione che ha avuto la possibilità di parlare con testimoni viventi, abbiamo una responsabilità. La parola si ammutolisce o si deforma/trasforma in suono, immagine, silenzi, azione. Non si può rappresentare, ma solo far intuire il Male, il Non Senso, farlo risuonare nell'intimo mondo emotivo di ogni singolo spettatore. Anche per questo lo spettacolo è a numero limitato, per parlare a tu per tu con ciascuno, secondo uno stile non nuovo al Cargo. Dove sono i confini tra vittima e carnefice, tra umano e disumano? Come si esprime il controllo in un potere totalitario? Quanto siamo anestetizzati oggi dall'ipertrofica informazione e finzione della violenza? Quanto è banale il Male? E' più importante il profitto di un'intera nazione o una singola vita umana? La tragedia si esprime nella quantità delle vittime più che nella sopraffazione su un'unica persona? Si può trovare lenimento al dolore nella bellezza? La perfezione di un sistema può essere micidiale strumento di distruzione. Non sarà uno spettacolo da cui uscire a cuor leggero e probabilmente non si troverà catarsi dentro il teatro, ma solo in un'azione da compiere al di fuori del contesto artistico, ovvero nel quotidiano di ciascuno di noi.

    Laura Sicignano

    // Per ricordare il 70esimo della deportazione del rabbino di Genova Riccardo Pacifici che si rifiutò di abbandonare la sinagoga e la sua comunità per morire ad Auschwitz //

    Cast
  • Ideazione: Roberto Doati - Conservatorio di Musica "Niccolò Paganini"
  • Regia: Laura Sicignano - Teatro Cargo
  • Drammaturgia: Matteo Spanò in collaborazione con Laura Sicignano
  • Con: Massimiliano Caretta, Sara Cianfriglia, Elena Dragonetti, Aldo Ottobrino
  • Direzione tecnica: Federico Canibus
  • Assistente alla regia: Marta Caldon
  • Regia del suono: Giacomo Gianetta, Michele Pizzi,Matteo Spanò
  • Regia video: Luca Serra, Michele Pizzi
    Musiche a cura del Conservatorio
    di Musica "Niccolò Paganini"
  • Scuola di Composizione (supervisione Riccardo Dapelo): Luca Brignole
  • Scuola di Jazz (supervisione Pietro Leveratto): Simone Amodeo, Lorenzo Barcella, Stefano Bertolotto, Marco Borella, Andrea Bottaro, Nicola Bruno, Giulia Cancedda, Federico Fugassa, Giacomo Gastaldi, Stefano Genti, Andrea Golembiewski, Cesare Grossi, Francesco Mascardi, Matteo Pinna, Andrea Rizza, Alice Quario Rondo, Lorenzo Spinozzi, Simone Tassara, Luca Tonoli
  • Scuola di Musica Elettronica (supervisione Roberto Doati): Giacomo Gianetta, Michele Pizzi, Matteo Spanò, Boris Valle, con la collaborazione esterna di Angela Zecca (voce)
  • Coro del Conservatorio diretto da Maurizio Salvi
  • Noos Ensemble del Conservatorio diretto da Massimo Lauricella (Elena Bacchiarello clarinetto, Francesco Bagnasco violino, Giulia Beatini contralto, Lorenzo Bergamino percussioni, Federico Bragetti violoncello, Giulia Carlini flauto, Matteo Guerrieri basso, Filippo Laneri viola, Paolo Marasso contrabbasso)
    Luci, scene, costumi, video e fotografia a cura dell'Accademia Ligustica di Belle Arti
  • Luci: Alessia Ammirati, Emanuela Borra (coordinamento Liliana Iadeluca)
  • Scene: Valentina Cosulich, Erika Lerma, Francesca Mazzarello, Marta Migliaccio (coordinamento Simona Barbera)
  • Costumi: Andrea Castagnasso, Silvia Koubek (coordinamento Guido Fiorato)
  • Video: Enea Castellini, Arianna Sortino (coordinamento Simona Barbera)
  • Fotografia: Valentina Cosulich, Francesco Manias, Federica Montrucchio

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